Quando le Stelle mostrano la strada, ma le emozioni ci fermano: Fiori di Bach e Astrologia Vedica

Attraverso l’Astrologia Vedica impariamo poco alla volta a leggere con maggiore chiarezza le nostre dinamiche interiori. La Carta può mostrarci un automatismo, una fragilità, una tendenza che continua a ripetersi. Può aiutarci a comprendere perché alcune situazioni tornano continuamente nella nostra vita, quali qualità abbiamo bisogno di sviluppare e in quale direzione sarebbe utile muoverci.

Ma c’è un passaggio molto importante tra comprendere qualcosa di noi e riuscire realmente a trasformarlo.

Possiamo avere davanti una Carta chiarissima. Possiamo riconoscerci perfettamente in quello che ci mostra. Possiamo persino pensare: “È proprio così, questo è esattamente il mio problema”. Eppure, quando quella situazione si ripresenta nella vita reale, veniamo nuovamente coinvolti dalle nostre emozioni.

La paura ritorna. La rabbia prende il sopravvento. Ci sentiamo insicuri, feriti, scoraggiati, gelosi, impazienti, troppo coinvolti. Oppure sappiamo benissimo che dovremmo comportarci diversamente, ma quando arriva il momento non riusciamo ancora a farlo.

È una cosa molto umana. La consapevolezza è fondamentale, ma non sempre è sufficiente.

La Carta ci mostra la mappa, ma poi dobbiamo percorrere la strada

Possiamo vedere nella Carta una forte sensibilità al giudizio e comprendere che dobbiamo sviluppare maggiore sicurezza, ma continuare a bloccarci quando ci sentiamo osservati. Possiamo riconoscere una tendenza all’attaccamento e sapere quanto sarebbe importante sviluppare un sano distacco, ma soffrire moltissimo quando una relazione viene messa in discussione. Possiamo sapere di dover lavorare sull’impulsività, sull’incapacità di dire di no, sul bisogno di controllo, sulla comunicazione o sulla paura del cambiamento… e ritrovarci comunque dentro lo stesso automatismo quando quella parte di noi viene toccata.

In fondo è proprio qui che comincia il vero lavoro.

L’Astrologia non dovrebbe semplicemente dirci come siamo. Dovrebbe aiutarci a diventare consapevoli delle forze che agiscono dentro di noi, perché possiamo imparare poco alla volta a non esserne governati inconsapevolmente.

E questo vale ancora di più quando attraversiamo particolari transiti planetari.

Ci sono periodi nei quali determinate configurazioni sembrano toccare esattamente i nostri punti più sensibili. Possono emergere paure, inquietudini, rabbia, attaccamento, senso di solitudine, bisogno di controllo, scoraggiamento, vecchie ferite o emozioni che pensavamo di avere già superato. L’Astrologia, in questi momenti, può essere preziosa perché ci permette di dare un significato a ciò che stiamo vivendo e di osservarlo da una prospettiva più ampia. Ma comprendere perché una certa emozione si sta muovendo non significa necessariamente riuscire a gestirla immediatamente.

Ed è proprio in questo spazio, tra la comprensione e l’esperienza emotiva, che possono entrare i Fiori di Bach.

Cosa sono i Fiori di Bach?

Il sistema originale dei Fiori di Bach è composto da 38 +1 rimedi, ognuno associato dal dottor Edward Bach a un particolare stato emotivo o a una determinata disposizione interiore. La scelta non avviene quindi sulla base di una malattia fisica o di una diagnosi, ma osservando la persona e ciò che sta vivendo emotivamente in quel momento.

È questo uno degli aspetti che trovo particolarmente interessanti in relazione al lavoro astrologico: l’attenzione viene riportata sulla persona.

Paura conosciuta o paura indefinita, scoraggiamento, difficoltà nel prendere decisioni, senso di colpa, incapacità di dire di no, impazienza, mancanza di fiducia in se stessi, pensieri ripetitivi, eccessivo entusiasmo, difficoltà nell’affrontare i cambiamenti, risentimento, tendenza a vivere nel passato… il sistema di Bach cerca di distinguere con grande precisione la qualità dell’emozione che stiamo attraversando.

Non significa che un’emozione sia “sbagliata” e debba essere cancellata. L’idea del metodo è piuttosto quella di ritrovare progressivamente una condizione interiore più armonica, nella quale quella stessa emozione non ci domini completamente.

Il Bach Centre continua ancora oggi a insegnare il sistema nella sua forma originaria e sottolinea che i rimedi vengono scelti in base allo stato emotivo della persona, non per trattare direttamente disturbi fisici. Per eventuali problemi di salute è quindi importante rivolgersi ai professionisti sanitari appropriati: il lavoro con i Fiori può essere considerato un accompagnamento complementare, non un sostituto delle cure mediche o psicologiche quando necessarie.

Edward Bach: un medico che lasciò tutto per seguire una ricerca

Dietro questi 38 Fiori c’è poi una figura che merita di essere conosciuta.

Edward Bach nacque il 24 settembre 1886 e fu medico, batteriologo e patologo. Studiò medicina prima a Birmingham e poi all’University College Hospital di Londra, dove lavorò anche come chirurgo. Ebbe uno studio privato nella prestigiosa Harley Street e svolse attività di ricerca in batteriologia e sui vaccini. Si laureò in medicina nel 1912.

La sua storia diventa ancora più interessante perché Bach non era quindi semplicemente un appassionato di erbe o di medicina naturale. Proveniva pienamente dal mondo della medicina e della ricerca scientifica del suo tempo.

Eppure qualcosa cominciò a non soddisfarlo.

Sentiva che concentrarsi soltanto sulla malattia rischiava di far perdere di vista la persona che stava vivendo quella malattia. Questa ricerca lo portò prima all’omeopatia, al Royal London Homoeopathic Hospital, e successivamente a sviluppare sette nosodi omeopatici a partire dalle precedenti ricerche batteriologiche. Il suo lavoro gli procurò una certa notorietà nell’ambiente omeopatico.

Ma anche quella non sarebbe stata la sua destinazione finale.

Nel 1930 Bach prese una decisione radicale: lasciò la redditizia attività di Harley Street e Londra per dedicarsi completamente alla ricerca di un sistema che riteneva dovesse essere più semplice, naturale e accessibile. Cominciò così a cercare nelle piante e soprattutto nei fiori ciò che stava cercando. Negli anni successivi individuò progressivamente i rimedi associandoli a differenti stati interiori, fino a completare il sistema dei 38 Fiori.

Mi colpisce molto questo passaggio della sua vita. Un uomo che aveva raggiunto una posizione professionale importante abbandona progressivamente ciò che aveva costruito perché sente di dover seguire una ricerca più profonda. Non sembra essere stato interessato a costruire un sistema sempre più complesso; al contrario, negli ultimi anni cercò continuamente di semplificarlo.

Alla sua morte, il 27 novembre 1936, a soli cinquant’anni, considerava il lavoro concluso. Il suo testo fondamentale, The Twelve Healers and Other Remedies, raccoglie il sistema nella sua forma finale; già nel 1930 aveva inoltre pubblicato Heal Thyself, nel quale esponeva la dimensione più spirituale della sua concezione della salute e della persona.

Per noi che studiamo Astrologia sarà naturalmente interessante osservare anche la sua Carta e cercare di comprendere qualcosa della personalità e della missione di un uomo che dedicò gli ultimi anni della propria vita a questa ricerca.

C’è però una curiosità storica che è giusto ricordare: durante il suo percorso Bach esplorò anche possibili collegamenti tra tipologie dei rimedi e astrologia, ma alla fine decise di non conservarli nel sistema definitivo. Il Bach Centre ricorda esplicitamente che abbandonò questa correlazione insieme ad altre teorie iniziali, perché desiderava lasciare un metodo il più possibile semplice.

Quindi non vogliamo creare artificialmente una corrispondenza del tipo “questo Pianeta corrisponde a questo Fiore”. Il punto di incontro che ci interessa è un altro, e secondo me molto più profondo: l’Astrologia ci aiuta a comprendere le dinamiche che viviamo; i Fiori possono accompagnarci nel rapporto con le emozioni che quelle dinamiche fanno emergere.

I Fiori di Bach anche nello studio dell’Astrologia Vedica

C’è poi un altro campo in cui questo lavoro sulle emozioni può essere particolarmente interessante per la nostra Community: lo studio stesso dell’Astrologia Vedica.

Chi la studia sa bene quanto sia vasta.

Andando avanti non incontriamo soltanto nuove tecniche, nuovi concetti, case, Nakshatra, Dasha, transiti, carte divisionali e nuovi livelli di interpretazione. A un certo punto incontriamo anche noi stessi.

Possiamo sentirci bloccati. Possiamo avere l’impressione di non assimilare abbastanza, di dimenticare ciò che abbiamo studiato, di essere rimasti indietro rispetto agli altri. Riascoltiamo una lezione e ci diciamo: “Ma come? Questa cosa l’avevo già studiata e non me la ricordavo”.

Oppure può succedere esattamente il contrario. Sentiamo di dover correre. Vogliamo leggere tutto, seguire tutto, memorizzare tutto, accumulare informazioni, finire velocemente un modulo per passare immediatamente al successivo. Quasi come se la conoscenza potesse essere ingurgitata.

Ma l’Astrologia Vedica non funziona così. È una conoscenza che ha bisogno di essere assimilata, osservata, verificata nelle Carte e soprattutto vissuta.

Ed ecco che possono emergere emozioni ancora più sottili: il confronto con gli altri, la paura di non essere abbastanza preparati, il timore di sbagliare un’interpretazione, lo scoraggiamento quando qualcosa ci sembra troppo difficile. Oppure quella voce che dice: “Io non sarò mai capace di leggere una Carta”, “gli altri sono più avanti di me”, “non ricordo abbastanza”, “non sono ancora pronto”.

E quando iniziamo realmente a utilizzare ciò che abbiamo imparato può arrivare un’altra paura: “Chi sono io per aiutare un’altra persona attraverso questi strumenti?”

Possiamo studiare per anni e continuare a sentirci non abbastanza degni, non abbastanza preparati, non abbastanza sicuri.

In questi casi il problema non è necessariamente la nostra capacità di imparare l’Astrologia. Può essere l’emozione che abbiamo associato allo studio.

Ed è interessante perché proprio nello studio possiamo scoprire alcune delle stesse dinamiche che la nostra Carta ci sta insegnando a riconoscere.

Forse dobbiamo imparare la pazienza. Forse dobbiamo smettere di confrontarci. Forse dobbiamo avere più fiducia. Forse dobbiamo permetterci di sbagliare. Forse dobbiamo imparare a rallentare. Oppure, al contrario, dobbiamo smettere di rimandare continuamente perché abbiamo paura di non essere all’altezza.

Per questo nell’Academy ripetiamo spesso: “Studia al tuo ritmo, goditi il viaggio.”

Non è soltanto un consiglio sul metodo di studio. Può diventare un vero insegnamento interiore.

Anche qui i Fiori di Bach possono quindi rappresentare uno strumento da esplorare: non per studiare più velocemente e nemmeno per imparare magicamente l’Astrologia, ma per lavorare sulle emozioni che talvolta ostacolano il nostro rapporto con la conoscenza.

A volte una difficoltà nello studio non ci sta dicendo semplicemente che dobbiamo ripassare una lezione.

Può mostrarci qualcosa di noi su cui vale la pena lavorare.

Un nuovo strumento nella nostra Community

È per questo che abbiamo pensato di portare anche questo strumento all’interno della Community di Yoga delle Stelle, grazie a Kishori Priya, consulente BFRP – Bach Foundation Registered Practitioner, formata secondo il metodo originale del Bach Centre.

La qualifica BFRP identifica i practitioner che hanno completato il percorso formativo riconosciuto dal Bach Centre e che scelgono di lavorare secondo il suo Codice di Pratica.

Mi piace pensare alla relazione tra questi strumenti con un’immagine molto semplice:

l’Astrologia ci aiuta a vedere la mappa, mentre
il lavoro sulle emozioni può aiutarci a percorrere la strada.

Non dobbiamo combattere contro ciò che sentiamo. Le emozioni fanno parte del viaggio e spesso contengono informazioni preziose su di noi. Possiamo però imparare a riconoscerle, osservarle e attraversarle senza esserne continuamente trascinati.

Perché a volte le Stelle ci hanno già mostrato molto chiaramente dove dobbiamo andare.

Il passo successivo è trovare, dentro di noi, la libertà per cominciare davvero a camminare.

:cherry_blossom: Per informazioni sulle consulenze individuali sui Fiori di Bach secondo il metodo originale del dottor Edward Bach, potete contattare direttamente Kishori Priya:

Instagram: @kishoripriya
Email: fioridibhakti@gmail.com