Bhīṣma Pañcaka e Makara Saṅkrānti: due momenti, un’unica resa al Divino

Ogni anno, negli ultimi cinque giorni del mese di Kārtika, i devoti osservano il Bhīṣma Pañcaka Vrata, cinque giorni di austerità e devozione in onore del grande guerriero Bhīṣma, il nonno dei Pāṇḍava.

Ma nel Śrīmad Bhāgavatam si narra che Bhīṣma lasciò il corpo solo dopo la Makara Saṅkrānti, quando il Sole iniziò il suo viaggio verso nord.

Come conciliare queste due date?


Due calendari del tempo sacro

Nel calendario lunisolare vedico, il mese di Kārtika (ottobre-novembre) rappresenta il culmine della devozione e della purificazione interiore.

Makara Saṅkrānti, invece, cade circa due mesi dopo (gennaio), quando il Sole entra nel segno del Capricorno (Makara), segnando l’inizio dell’uttarāyaṇa — il “cammino verso nord” del Sole, simbolo di ascesa e liberazione spirituale.

Nel Mahābhārata e nel Bhāgavatam (1.9), Bhīṣma giace sul letto di frecce per 58 giorni, attendendo proprio il sorgere del Sole durante l’uttarāyaṇa per lasciare il corpo in piena coscienza.

Makara Saṅkrānti è dunque il momento della sua liberazione (mahā-samādhi).


Cosa rappresentano invece i cinque giorni di Kārtika?

Le scritture vaiṣṇava spiegano che durante gli ultimi cinque giorni di Kārtika Bhīṣma iniziò la sua austerità suprema, offrendo tutto il proprio essere al Signore.

Il Bhīṣma Pañcaka commemora quindi l’inizio del suo voto di resa e purezza, non la morte fisica.

Seguendo il suo esempio, i devoti in questo periodo praticano un piccolo vrata: si rinuncia a qualcosa, si purifica la mente e si consacrano cinque giorni alla preghiera e al servizio.

Bhīṣma diventa così il simbolo dell’essere che, anche nel dolore, mantiene la mente stabile e il cuore fedele al dharma.


Un chiarimento astronomico

Qualcuno potrebbe chiedersi: “Forse 5000 anni fa queste due date coincidevano?”

La risposta è no, almeno non esattamente.

Makara Saṅkrānti è definita astronomicamente come il momento in cui il Sole entra nella costellazione del Capricorno, mentre la luna piena di Kārtika cade circa due mesi prima.

Anche tenendo conto della precessione degli equinozi — che sposta le stagioni di circa 1° ogni 72 anni — la distanza tra queste due posizioni del Sole resta sostanzialmente invariata nel ciclo annuale.

Quindi, Bhīṣma Pañcaka e Makara Saṅkrānti non coincidono mai nel tempo astronomico, ma convivono nel tempo sacro:

uno ricorda l’inizio del suo voto, l’altro il suo compimento.


Un’unica resa

Bhīṣma rimase sul letto di frecce come un asceta, con la mente fissa nel Signore, in attesa del momento propizio per lasciare il corpo.

Durante il Bhīṣma Pañcaka, la sua determinazione e la sua devozione vengono onorate come esempio di resa consapevole— la capacità di scegliere la luce anche nel dolore.

Durante la Makara Saṅkrānti, invece, si celebra il trionfo finale del suo spirito, che raggiunge la liberazione.

Due momenti diversi del calendario, ma un’unica lezione universale:

Il vero guerriero è colui che sa arrendersi al Divino, trasformando la propria battaglia in preghiera.